Luigi Lucheni

Luigi Lucheni

L'infanzia

La madre, Luigia Lucchini, era una bracciante alle dipendenze di un'agiata famiglia parmense, presso l'odierna Albareto; rimasta incinta a seguito d'un rapporto clandestino con il figlio di un grosso proprietario terriero del luogo, si recò in Francia per poter partorire in segreto. Luigi nacque dunque a Parigi, dove la madre l'abbandonò presso l'Hospice des enfants assistés. Per un errore di trascrizione all'anagrafe, il cognome fu francesizzato in Luchéni. Luigia Lucchini emigrò poi negli Stati Uniti, e non rivide mai più né ebbe più alcun contatto con suo figlio.

Luchéni trascorse la sua infanzia inizialmente presso l'orfanotrofio Enfants Trouvés di Parigi, per poi, una volta rimpatriato in Italia, ad Albareto, crescere tra orfanotrofi e povere famiglie affidatarie del luogo, che, malnutrendolo e costringendolo a continui abusi e vessazioni, sfruttavano la sua attitudine al lavoro, obbligandolo persino ad affiancare un mendicante. Per sfuggire alla sua amara sorte, a soli quattordici anni d'età, fuggì da Albareto ed iniziò a vagabondare per l'Europa.

La formazione

Svolse il servizio militare presso il Reggimento cavalleggeri di "Monferrato", a Napoli. Partecipò poi, in qualità di soldato a cavallo, alla guerra in Africa orientale, dove prestò servizio agli ordini del principe Raniero de Vera d'Aragona con cui rimase poi a lavorare, una volta finita la guerra, come attendente per un certo periodo di tempo, frequentando indirettamente gli ambienti dell'alta società borbonica. Fu insignito della Medaglia a ricordo delle Campagne d'Africa con la fascetta Campagna 1895-96. Ambiva al posto di direttore di carcere, che non gli fu però concesso, per cui, amareggiato, lasciò Napoli, riprendendo la sua erranza in cerca di lavoretti per sopravvivere.

Dopo aver errato per tutta l'Europa e aver persino pensato di emigrare negli Stati Uniti, si trasferì in Svizzera, a Losanna, dove trovò lavoro come manovale nella costruzione della Posta nuova. Nella città elvetica, ebbe modo di avvicinarsi ad alcuni gruppi anarchici, allora impegnati nel dibattito sull'opportunità di un regicidio. In tale ambito, Luchéni maturò il vago progetto di rendere imperituro il suo nome, compiendo un atto irreparabile.

Il regicidio

Il 10 settembre del 1898 si decise, alla fine, di mettere in atto i suoi propositi. Non avendo abbastanza soldi per acquistare un'arma da fuoco o un semplice pugnale, comprò una lima triangolare che fece affilare da un arrotino di Losanna. Si recò in battello ad Évian-les-Bains, dove soggiornava l'alta aristocrazia europea del tempo, e comperò un catalogo degli ospiti illustri (l'Evian Programme, ritrovato nelle sue tasche al momento dell'arresto e conservato agli archivi di Stato di Ginevra). Non trovando nessuno da poter assassinare, decise di approfittare del passaggio a Ginevra del pretendente al trono di Francia il Duca d'Orléans ma, prima ancora che potesse fare alcunché, questi era già ripartito per Parigi.

 

TRATTO DA WIKIPEDIA