Storia

parti tratte da "Cenni Storici di Albareto" IN COSTRUZIONE

Nei fondi di Albareto si sono ritrovate monete d'argento consolari dell'antica Repubblica Romana, due delle quali al presente ancora si conservano. Queste vi poterono essere perdute in occasione delle guerre che ebbero i Romani a sostenere contro dei Liguri primi abitatori di questi luoghi secondo alcuni storici.

 

Da storici piacentini chiaramente risulta che Albareto in quell'epoca, oltre ad essere già parrocchia era ancora Curia o Corte e vi era Castello.

Sul declinare del secolo XII questo villaggio era goduto per feudum dai Conti di Lavagna. In quei tempi la repubblica della città di Piacenza andava di anno in anno aumentando di potenza e di giurisdizione per le cessioni ed acquisti di possedimenti feudali attorno al suo distretto e su queste montuose regioni. Già ottenutoi aveva nel 1141 giuramento di fedeltà e dichiarazioni di cittadinanza dai Platoni Signori di Torresana (oggi Borgotaro) e gli stessi Marchesi Malaspina Guglielmo ed Opizone avevano fatto cessione del Castello di Compiano e dato giuramento d'amicizia ai Consoli di quella Repubblica...passati alcuni anni i Marchesi Malaspina...osarono fare dei pignoramenti nei territori di Albareto e Tarsogno. Allora i Conti di Lavagna offesi da quegli atti, cedettero alla comunità di Piacenza tutti i loro diritti feudali che tenevano in Tarsogno ed Albareto. Opizo ed Armanus Lavaniae Comites iuribus quae in Tarsogno et Albareto se habere asseberent Placentinis cesserunt....In curia Albareti...

Che il tenimento di Albareto chiamavasi Corte o Curia chiaramente risulta ancora da ciò. Verso la parte occidentale di Cadonica vari appezzamenti della proprietà stabile ritengono tutt'ora la denominazione catastale di Corte, come il prato della Corte, i filari della Corte, e così chiamasi Strada della Corte quella che dal luogo detto Terrancino conduce al Costello, ossia alla Torre, ove probabilmente esisteva l'abitazione del Castellano.

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Albareto...fu sotto il dominio dei Fieschi...la fazione fu interrotta poi dai Visconti di Milano.

Nel 1547 mosto Gian Luigi Fieschi si passò sotto la dominazione Farnesiana, che sul principio fu interrotta dai Conti Landi di Compiano.

Morto Antonio ultimo Duca dei Farnesi nel 1731 senza erede, vennero a comandare i Borboni di Spagna fino al 1859.Il loro dominio fu pure sospeso sul principio del XIX secolo dal Governo Francese, e poi da quello di Maria Luigia Arciduchessa d'Austria.

Cessato il Governo Francese, in primavera del 1814, Albareto per decreto ducale Parmense venne dopo costituito Capoluogo del Comune omonimo col territorio attuale.

Il primo Podestà fu Capitelli Stefano di Pieve di Campi e a seguire: Maestri Quirico di S.Quirico, Mussi Francesco di Albareto, Baduini Luigi di S.Quirico, Ferrari Luigi di Cacciarasca, Baduini Domenico di Giovanni di S.Quirico, Mussi Lorenzo di Albareto, Gennari Federico di Campi, Bosi Domenico di Albareto, Baduini Cav. Domenico di S,Quirico, alcuni dei quali coprirono la carica per diverse volte.

Dopo il 1893 sono i seguenti:

Dott. Domenico Baduini di S. Quirico   -   1893-1902
Lorenzo Mussi di Albareto   -   1902-fine 1913
Dott. Icilio Repossi, Comm. Preff.   -   1914
Dott. Francesco Corsini   -   1914-1918
Dott. Domenico Baduini di S.Quirico   -   1918
Giovanni Mussi di Albareto   -   1918-1920
Antonio Tomaselli di Albareto   -   1920-1926
Avv. Vincenzo Ferrari, Podestà   -   1926-1927
Dott. Giovanni Calabresi, Comm. Preff.   -   1927-1928
 
Alberto Grilli di Albareto, Comm. Preff.   -   1946
Cav. Giuseppe Grilli di Albareto   -   1946-1951
On. Angela Gotelli di Albareto   -   1951-1958
Comm. Marco Botti di Gotra   -   1958-1995
Carlo Berni  di Pieve di Campi -   1995-2004
Ferrando Botti di Gotra  -   2004-2014
Davide Riccoboni di Albareto   -   2014-in carica